Segreti della cantina

Uno dei momenti che più amiamo è quando andiamo in cantina a degustare direttamente dalle botti. Lo facciamo spesso per controllare sia l’evoluzione che la qualità dei vini. Non esiste una ricetta fissa per i nostri vini. Ogni annata è diversa, ogni volta che tagliamo il vino ci sono fari fattori da considerare. Gran parte dell’abilità nel fare quello che i francesi chiamano l’élevage è la capacità di capire come un vino si evolverà sia in purezza che assemblato in modo che il vino che produciamo sia più complesso della sola somma delle sue parti.

Ognuna di queste degustazioni comporta una grande responsabilità. Ci sono vini che si trovano ancora nell’infanzia e in costante mutamento quindi le decisioni da prendere non sono facili. Capirete che è un lavoro che richiede umiltà perché ogni vino ha il suo proprio carattere, con un proprio futuro in mente.

Il nostro compito è semplicemente quello di guidarlo qualora ce ne fosse bisogno, di accudirlo e di decidere il momento giusto per promuoverlo dalla cantina. Il percorso che abbiamo fatto per lanciare il nostro primo Chianti Classico Riserva, dal momento che abbiamo deciso che c’era una partita di uva notevole fino alla scoperta che avevamo qualcosa di veramente speciale nella botte, è stato veramente appagante. 

Questo è quello che intendiamo quando diciamo che il nostro contributo enologico è minimo. Non significa che siamo meno attenti—anzi, l’incontrario. Significa che lasciamo che ogni vino possa parlare per sé. Noi crediamo che se si lavora bene tutto l’anno in modo di portare in cantina la miglior uva possibile, poi non resta che ‘togliersi di mezzo’ e lasciare che il vino diventi il meglio di sé senza forzarlo.

Certo, bisogna conoscere il mestiere—tempo fa mi dissero che ‘bisogna sapere tanto per fare poco’ in cantina—ma noi crediamo che è proprio così che si creano vini di carattere e di territorio. 

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